Spedizione gratuita per ordini superiori a 59€

Il nostro blog

Il nostro blog
19 gennaio 2026

Il nostro blog

Reflusso nei bambini: come riconoscerlo, cosa fare e quando preoccuparsi

Il reflusso nei bambini è una delle preoccupazioni più comuni per i genitori, specialmente nei primi mesi di vita. Si manifesta con rigurgiti frequenti, pianti improvvisi, irritabilità e difficoltà durante la poppata, ma vogliamo iniziare tranquillizzandovi, dicendovi che questa condizione è piuttosto comune, poiché il sistema digerente del neonato è ancora in fase di sviluppo e lo sfintere che separa esofago e stomaco non è completamente maturo; questo porta il latte o i succhi gastrici a risalire, causando una sensazione di bruciore che il bambino non riesce a esprimere a parole, ma che manifesta attraverso pianti, movimenti del corpo e difficoltà nel dormire.

Nella maggior parte dei casi, il reflusso è fisiologico e tende a risolversi da solo entro i dodici mesi, ma riconoscere i segnali e sapere come intervenire può aiutare a ridurre i disagi e a evitare preoccupazioni inutili, vediamo insieme a cosa prestare attenzione e quali metodi adottare.

  • Il primo segnale da tenere d'occhio è se il rigurgito è frequente subito dopo la poppata. Se il bambino cresce bene e ha un buon appetito, non c'è motivo di allarmarsi, ma se il reflusso diventa doloroso, provoca vomito a getto, perdita di peso o rifiuto del cibo, è fondamentale contattare il pediatra per escludere problemi più seri. Insomma, è distinguere tra reflusso fisiologico e patologico: il primo è temporaneo e benigno, mentre il secondo richiede attenzione e, in alcuni casi, un trattamento specifico.


 

  • Offrire pasti più piccoli e frequenti: ridurre la quantità di latte o pappa in un singolo pasto può aiutare lo stomaco del bambino a digerire meglio, evitando che si riempia troppo e favorisca la risalita del contenuto gastrico. Parimenti, mantenere una regolarità nei pasti è fondamentale per stabilizzare il ritmo digestivo.


 

  • Tenere il bambino in posizione verticale dopo la poppata: tenerlo tra le braccia o nel seggiolino reclinato per circa venti o trenta minuti dopo aver mangiato aiuta la gravità a fare il suo lavoro, evitando che il latte risalga. È uno dei gesti più semplici ma anche più efficaci per ridurre gli episodi di reflusso. Posizionarlo in orizzontale troppo presto può aumentare la probabilità di rigurgito, meglio aspettare che abbia digerito almeno parzialmente prima di metterlo nella culla.


 

  • Curare la postura durante l’allattamento o la poppata: sia al seno che con il biberon, è importante che la testa del bambino sia leggermente sollevata rispetto al corpo, perché una posizione troppo sdraiata può favorire la risalita del latte. Anche la tettarella deve essere adatta, per evitare che il piccolo ingoi troppa aria mentre succhia e proprio controllare che non ingoi aria in eccesso è un altro passo importante: ricordate di fargli fare il ruttino dopo ogni poppata, questo aiuterà a ridurre la pressione nello stomaco, limitando i rigurgiti.


 

  • Scegliere bene tipo di latte: in alcuni casi, il reflusso può essere aggravato da un’intolleranza o da una sensibilità alle proteine del latte vaccino. Quando il pediatra lo ritiene opportuno, può consigliare formule specifiche, più leggere o addensate, che aiutano a mantenere il latte nello stomaco.


 

  • Mantenere un ambiente tranquillo durante i pasti: il momento della pappa dovrebbe essere sereno, senza stimoli eccessivi o movimenti bruschi. I bambini assorbono lo stress e un clima rilassato favorisce una digestione più serena.

Insomma, come accennato all’inizio, controllare la crescita e il benessere generale del bambino è fondamentale: se cresce regolarmente, è vivace e ha un buon appetito, non c'è motivo di preoccuparsi per il reflusso, tuttavia, se noti un calo di peso, sonno agitato, tosse persistente o irritabilità, è importante parlarne con il pediatra.

È importante anche non confondere il reflusso nei bambini con il vomito patologico. Nel caso del rigurgito, il latte esce in piccole quantità e senza sforzo, mentre nel vomito è espulso in modo più violento e abbondante. In quest'ultimo caso, è fondamentale consultare un medico; per i casi di reflusso gastroesofageo vero e proprio, il pediatra potrebbe consigliare esami o terapie specifiche, ma queste situazioni sono piuttosto rare. Nella maggior parte dei casi, bastano alcuni accorgimenti quotidiani e un po' di pazienza, poiché con la crescita il disturbo tende a diminuire naturalmente: la giusta prassi è sempre osservare, intervenire con calma e affidarsi a professionisti competenti.